INDIA, KILO, ALPHA

Oggi vedere in giro per il
mondo donne pilota non è più un fatto
insolito,
ma se questo è avviene è merito di altri donne che decenni prima hanno
superato il muro del pregiudizio, prima ancora del muro del suono,
dimostrando di essere pari ai loro colleghi maschi. In Italia il merito
di
aver tinto di rosa l'azzurro dei cieli va a Fiorenza de Bernardi,
un'autentica celebrità per chi lavora e vive nel mondo
dell'aviazione civile
italiana. E' stata lei, infatti, la prima donna pilota di linea
commerciale
in Italia (e quarta o quinta nel mondo), nonché la prima donna ai
comandi di
un quadrigetto a reazione, un Douglas DC-8, e pilota di montagna.
Fiorenza è
stata, insomma, un pioniere, un esempio, un personaggio che ha aperto
la
strada del volo alle donne, per la quali ancora oggi si batte
attraverso
l'Associazione Donne dell'Aria, creata da lei e da Mara Branchi.
E India, Kilo, Alpha è un libro autobiografico che contiene tutto
questo e
molto altro. Scorrendo le pagine conosciamo la famiglia
dell'autrice,
cresciuta fra gli aerei, in particolare il padre, Mario de Bernardi,
asso
dell'aviazione e vincitore della coppa Schneider del 1926. A
seguire le sue
esperienze di viaggio giovanili, le scalate fino ai ghiacciai, la
scuola
strumentale basica, l'esperienza di lavoro come pilota (Aeralpi,
Aertirrena,
Aeral) in Italia e all'estero. Un capitolo a sé stante sono i
ricordi di
viaggio, due in particolare: nel 1957 in Portogallo con l'amica
Graziella
Sartori a bordo di un Macchi 308 ed il memorabile viaggio fino in
Australia
avvenuto nel 1971 grazie all'infaticabile Yak 40, quando il mondo
era meno
globale di oggi ed in Italia i voli charter un fenomeno agli albori.
Un'esperienza questa ancora più unica e speciale perché la
Yakovlev,
l'industria aeronautica sovietica costruttrice dello Yak-40, aveva
chiesto
ad Aertirrena di effettuare una presentazione in estremo oriente e in
Australia del velivolo in dotazione alla compagnia ed il compito di
organizzare il volo fu affidato proprio a Fiorenza de Bernardi, che
avrebbe
fatto parte dell'equipaggio come Primo Ufficiale.
In giro per aria e per il mondo, una scelta di vita che l'autrice
riconosce
con molto onestà deve ai suoi "genitori, ai quali sarò sempre
grata per la
libertà delle mie scelte. Fin da ragazza ho potuto fare campeggi con
gli
amici, roccia e sci in montagna, e poi i miei voli in un modo diverso e
particolare". E per concludere, dopo tante avventure, una nuova
tappa, un
sogno nel cassetto: vedere l'Aeroporto dell'Urbe, il glorioso
scalo
cittadino sulla via Salaria, divenire il City Airport di Roma,
togliendolo
finalmente dal degrado, sfruttando la moderna torre di controllo e
trasformandolo in un valore per la gente dell'aria e per tutti i
cittadini.
Fiorenza de Bernardi
INDIA, KILO, ALPHA. Qui Fiorenza, forte e chiaro
LoGisma, 2008. 144 pagine, illustrato - Euro 15,00
Per i sessanta anni della
compagnia di bandiera si sentiva la mancanza di una pubblicazione che
raccontasse lo storia dell’Alitalia in modo accurato, dato che l’ultima
pubblicazione degna di questo nome era stata realizzata nel lontano 1967, il
libro pubblicato nel 1987 era poco più di un’opera fotografica, mentre il volume
edito nel 1997 assomigliava più ad un collage di materiale già pubblicato tempo
addietro che ad un’opera vera e propria. A porre rimedio ci ha pensato Giuseppe
D’Avanzo giornalista aeronautico di lungo corso, vero esperto del settore che ha
realizzato una libro dal formato quaderno all’apparenza modesto, ma molto denso
per quanto riguarda i contenuti.
L’introduzione è tutta un programma. L’autore dice senza mezzi termini che questo libro non può essere una “storia del compagnia aerea italiana per mancanza di obiettività”, cosa comprensibile per una persona che è stata testimone diretto delle vicende della compagnia.
Questa affermazione nasce dall’amara constatazione di quanto nefasta sia stata l’influenza della classe politica nei confronti dell’Alitalia, azienda a chiacchiere motivo orgoglio e bandiera del nostro paese nel mondo e nei fatti strumento per raggiungere fini di parte.
Una delusione rafforzata dalla consapevolezza che il vettore di bandiera mai avrebbe potuto svolgere quel ruolo di vettore mondiale desiderato dalla classe politica perché il nostro paese non ha mai concesso - e forse neppure ha mai avuto - risorse economiche sufficienti per sostenere una simile impresa.
Insomma un atto d’accusa contro quanti (e sono tanti) non hanno mai voluto un’Alitalia efficiente e competitiva ma un mezzo (in tutti i sensi) per erogare posti di lavoro, sostenere industrie, coprire tratte improduttive e servire invece tratte importanti a costi non competitivi.
Un libro denuncia ma al tempo stesso un affascinante volo attraverso la storia del trasporto aereo civile in Italia dai primordi ai nostri giorni.
Sotto l’aspetto narrativo, il volume è suddiviso in due parti: politica e gestione, aeronaviganti ed aeroplani.
La prima è dedicata alla storia del trasporto aereo dal 1926 fino a 2007. La narrazione inizia proprio dal tentativo di far decollare l’aeroporto di Malpensa costringendo l’Alitalia ad utilizzarlo come Hub con un notevole aggravio economico per i disastrati conti della compagnia. Secondo l’autore un esempio lampante ed attuale dei difficili rapporti tra aerei e poltrone. I capitoli successivi raccontano in ordine cronologico la storia del trasporto aereo, descrivendo con ricchezza di particolari (come tutto il resto) le vicende di tutti i vettori che hanno operato nel corso del ventennio (prima) e nel secondo dopoguerra (dopo).
Compagnie aeree che hanno goduto di notevoli privilegi (contributi governativi) ma al tempo stesso hanno dovuto accettare ingerenze politiche per quanto riguardava gli aeroplani da acquistare (velivoli inadatti ma comprati perché costruiti da fabbriche italiane) e le tratte da esercitare (non sempre remunerative oppure assegnate ad una compagnia piuttosto che ad un’altra).
La seconda parte descrive gli aeroplani utilizzati dalle varie società che si sono avvicendate e le storie dei personaggi, italiani e stranieri, che hanno contribuito a fare – nel bene e nel male- la storia del trasporto aereo italiano (Ad esempio Italo Balbo e Howard Hughes, Corrado Schreiber e Adalberto Pellegrino).
A conclusione dell’opera, Giuseppe D’Avanzo è convinto che, se una possibilità di salvezza potrà esserci per l’Alitalia, questa potrà arrivare soltanto dopo la completa privatizzazione della compagnia ovvero una volta che la società non sarà più preda della classe politica italiana.
Giuseppe D’Avanzo (classe 1930) ha seguito dal 1950 gli sviluppi dell’aviazione, della ricerca spaziale e dell’informatica, come giornalista, come pilota e come tecnico. E’ stato inviato speciale del quotidiano Il Tempo, ha lavorato per industrie aerospaziali delle costa occidentale degli Stati Uniti ed ha pubblicato diciotto libri di storia e tecnologia.
Il libro può essere ordinato da Aviolibri
Via dei Marsi, 53/55 – Roma
Tel. 06/4452275 - 4469828
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La Freccia Alata
di Giuseppe D’Avanzo
3D Midia Editore
Roma – 2007
390 pagine, prezzo 20 euro