| Lorenzo Lombardi |
Una visita all'aeroporto di Francoforte è l'occasione giusta per saggiare i servizi offerti dalla compagnia di bandiera tedesca. Il volo che ci porterà a Francoforte, LH3865, è il primo in partenza da Linate alle ore 07.30. Ci presentiamo con buon anticipo all'accettazione, dove constatiamo che, nonostante l'ora, davanti all'unico banco in procinto di aprire i battenti, la coda è già notevole. L'intervento provvidenziale di un secondo banco ci permette di saltare, con un pizzico di fortuna, tutta la fila e in pochi minuti, grazie anche alla cordialità della hostess, otteniamo i posti desiderati. L'imbarco comincia puntualmente all'uscita numero 3, dove ad attenderci c'è il solito "autobus" che ci accompagna all'A321 D-AIRC. |
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| Le operazioni di imbarco tardano a concludersi, nonostante
siano pochi i passeggeri del nostro volo, forse a causa di qualcuno ancora alle prese con
lo shopping al duty-free o di che si è presentato all'ultimo momento con il solo bagaglio
a mano ai banchi del check in. Gli arredi dell'aereo sono in buone condizioni, anche se i
colori della pelle dei sedili Recaro, grigio chiarissimo con profili gialli, non rendono
certo facile mascherare l'uso; il pitch tra i sedili è sufficientemente ampio da rendere
discretamente confortevole la permanenza a bordo anche in Economy. Con qualche minuto di
ritardo ci muoviamo diretti alla testata della 36R, accompagnati dalle usuali
dimostrazioni sulle dotazioni di sicurezza del velivolo commentate ahimè solo in tedesco
e in inglese e forse anche per questo ignorate dalla gran parte dei passeggeri. Attendiamo
in fondo pista fino all'arrivo del D328 da Perugia, quindi decolliamo decisamente alla
volta della Germania, con buon stupore per le ottime doti di spinta della coppia di V2500
di cui siamo equipaggiati. Dopo una rapida salita sembra che l'aereo rallenti
notevolmente, forse un po' troppo e più tardi i tempi di volo ci danno ragione; nel
frattempo viene servita la colazione che consiste in una brioche decisamente mediocre, non
tanto per la qualità del prodotto, quanto per la temperatura alla quale ci viene offerta
(prossima alla surgelazione) accompagnata dal solito caffè "aeronautico",
particolarmente sgradito al cliente italiano, oltre ai vari tè e succhi di frutta. Se
escludiamo il servizio di bordo non pare che il personale di cabina, pur affabile e
cortese, faccia notare più di tanto la propria presenza. Giunti in territorio tedesco il
comandante ci informa, sempre in tedesco ed inglese che, a causa dell'intenso traffico,
siamo stati costretti a deviare molto ad est di Stoccarda causando un ulteriore aggravio
del ritardo. Ormai prossimi al nostro arrivo un'ulteriore attesa in circuito ritarda di
circa quindici minuti l'atterraggio che, abbastanza morbido, viene seguito da una brusca
"inchiodata" prima che l'aereo imbocchi velocemente il raccordo per liberare la
pista al Megatop di Singapore Airlines in partenza per New York e con notevole disappunto
notiamo che al nostro aereo è destinata una piazzola di sosta remota, quindi niente
finger! Non ci lasciamo scoraggiare e ci avviamo alla scoperta di uno dei più trafficati
aeroporti d'Europa nonchè hub e base di armamento Lufthansa. Per i visitatori sono
disponibili 2 terrazze, una su ciascuno dei terminal dell'aerostazione: il primo sede di
Luftahnsa e delle compagnie partner, prime fra tutte quelle di Star Alliance, il secondo
per le altre. Questa ripartizione relativamente recente nell'uso delle strutture ha
permesso l'avvio di imponenti lavori di ristrutturazione che, oltre all'espansione
dell'aeroporto verso ovest e alla riqualifica delle parti più datate del complesso,
vetustà ben visibile soprattutto dando uno sguardo al nuovissimo T2 tutto in stile
high-tech, permetteranno anche una personalizzazione dei propri spazi alla compagnia di
bandiera. Il biglietto di ingresso è unico e permette un numero illimitato di accessi
nella giornata di validità e costa 5 DM. Inutile sottolineare che qui è visibile
praticamente tutta la flotta LH, compresi in nuovissimi MD11F ancora in corso di consegna,
nonché quella delle altre "tedesche" quali Condor, LTU, Aero Lloyd e Britannia
AG; non manca però l'opportunità di vedere alcune compagnie difficilmente rintracciabili
in altri scali europei come Royal Brunei. Ciò che lascia invece sconcertati è la totale
mancanza degli uffici delle varie compagnie nei quali provare a reperire materiale come ad
esempio gli orari dei voli. Nonostante due giorni di sosta nell'aeroporto, il momento del
rientro sembra arrivare troppo rapidamente; inaspettata arriva allora l'ultima sorpresa
che sembra volerci consolare: al posto del 737 che ci aspettiamo, troviamo ad attenderci
dopo il suo arrivo da Bucarest, sempre ad un parcheggio remoto, un nuovissimo A319
(D-AILN). Anche al ritorno ci sono problemi di traffico e questa volta il comandante ci
comunica che il nostro slot non permette la partenza prima delle 17.45, rispetto allo
schedulato delle 17.20. La cosa non ci sconvolge più di tanto e così aspettiamo
pazientemente insieme ai numerosi passeggeri del volo LH3752, completamente pieno. Giunto
il nostro turno decolliamo dalla pista 18 e anche in questo caso notiamo la notevole
performance dei CFM56, ancor più ragguardevole visto il riempimento dell'aereo. Il
servizio di bordo sembra più curato e ci offre un buon panino e una selezione di bevande.
Per il resto tutto procede tranquillamente fino all'arrivo a Linate dove tocchiamo con
leggero ritardo, stanchi ma decisamente soddisfatti.
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Last update/ultimo aggiornamento: 02-02-2009 |
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