Clipper Diario di viaggio


Andrea De Lotto

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"Talvolta i sogni si realizzano". Questo è stato il mio pensiero lo scorso 12 giugno andando in macchina all’aeroporto di Fiumicino. Mi apprestavo infatti ad una esperienza completamente nuova e decisamente insolita per uno studente di sedici anni, cioè un viaggio nei mitici "States" di quasi un mese (senza papà e mamma). Questa è stata la mia prima volta al "Leonardo da Vinci" e devo dire che tutto mi è sembrato così grande e diverso rispetto alle foto che avevo visto sulle riviste. Essendo arrivato con grande anticipo, ho approfittato per bere un caffè alla "Terrazza Roma" e posso garantirvi che quella colazione è stata proprio indimenticabile grazie al continuo movimento a pochi metri da me di Airbus e Boeing di compagnie provenienti da ogni angolo del mondo. Alle 9:00 sono andato al check-in della US Airways per svolgere le operazioni di imbarco. Viaggiando da solo e vedendomi quasi come un bambino indifeso molti passeggeri mi hanno aiutato e mi hanno fatto coraggio.
Agitatissimo, ho salutato Renato, il mio accompagnatore, e… ormai ero nella parte dell’ aeroporto riservata ai passeggeri con carta d’imbarco. Per circa mezz’ora ho girato per i Duty Free e dopo mi sono recato all’uscita C23. Alle 10,30 tutta la folla dei passeggeri del volo "3" per Philadelphia era già pronta per gli ultimi controlli e per passare attraverso il finger. Questo è stato il mio primo volo con un aereo di grosse dimensioni. Ciò nonostante l’atmosfera, appena entrato a bordo dell’A330 N676UW mi è parsa molto familiare. Ho percorso tutto il corridoio e cammina cammina ...sono arrivato al mio posto assegnato 31A. Di fianco a me si è seduta una signora messicana che vive a Napoli e lavora per la NATO. Abbiamo cominciato subito a fare conoscenza. Guardandomi attorno ho potuto notare che il velivolo non era stato pulito come si deve, ma la cosa più angosciante era il tavolinetto davanti a me praticamente distrutto ed inutilizzabile. 

Verso le 11,25 (in ritardo di dieci minuti) il "bestione" ha cominciato a fare la fila sul raccordo assegnato e così dopo il decollo di un 737 AirOne ecco che è arrivato il nostro turno. Il rumore dei motori è stato piuttosto fastidioso, ma la spinta progressiva mi è parsa molto rassicurante! Pochi minuti dopo il decollo è cominciato il servizio a bordo con una scelta fra "Chicken and Tortellini" …io ho provato il chicken… non faccio molti commenti ma vi assicuro che quella carne immersa in una salsa gialla la possono mangiare solo quei matti degli americani!!!. 

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Dopo questo orribile pasto ho acceso il monitor davanti a me e con le cuffie nelle orecchie …ehm volevo dire con una cuffia nell’orecchio dato che l’altra non funzionava (sigh!), ho cominciato a curiosare attraverso il "servizio d’ intrattenimento" della compagnia. I film sono carini e piuttosto recenti del tipo "Harry Potter" e "A beautiful Mind", per quanto riguarda la musica….prevale il country, il soul e la classica. Dopo circa sei ore ho cominciato ad aver voglia di sgranchire un pò le gambe, così ho cominciato a passeggiare per i corridoi. Ho approfittato per dare una sbirciata alla business class e posso assicurarvi che era tutta un’altra cosa a partire dalle poltrone molto più ampie e credo più comode rispetto a quelle dell’economy. Una hostess si è avvicinata e mi ha chiesto se avevo bisogno di aiuto… io ho approfittato per "attaccare bottone" e il mio tentativo ha avuto fortuna, riuscendo a discutere di aerei con lei per quasi un’ora. Alla fine ci siamo scambiati le e-mail ed oggi ci scriviamo molto spesso. Lei mi ha invitato a casa sua in California e io le ho detto di venirmi a trovare fra le montagne del Cadore. Dopo quasi 10 ore di volo è arrivato il momento più atteso: l’atterraggio negli USA. L’aereo ha toccato terra con un quarto d’ora d’anticipo e mi è parso strano vedere attorno a me soltanto aerei con livree americane. L’agitazione e il viaggio lungo mi hanno provocato un grande senso di stanchezza, il tutto è sfociato in un terribile mal di testa a causa del fuso orario e dei 42° c davvero soffocanti!!!
3_M_DeL_2002_04a.jpg (107763 byte) Per quanto riguarda il viaggio di ritorno non ho molto da aggiungere soprattutto perché la vacanza è stata magnifica e non sarei voluto tornare nella vecchia Europa. Oltre ad aver visitato Philadelphia, Atlantic City, New York… la vacanza è stata allietata da una visita all’aeroporto di Atlantic city. Voi penserete ad una solita gita in aeroporto ma la realtà è un pò diversa. La mia vicina di casa a Mays Landing (New Jersey) è una controllore di volo. Mrs Easterday è stata così gentile da portarmi sulla torre di controllo e mi ha spiegato i suoi compiti nella sala dei bottoni in maniera semplice e con un inglese facile ed accessibile anche a me.
Ritornando al viaggio di ritorno, sono partito il 6 Luglio da Philadelphia per Parigi con il volo "US26" operato sempre con A330. Il decollo è avvenuto verso le ore 21, con un ritardo di circa un’ora. Rimarrà per sempre impressa nella mia mente l’immagine di quell’effetto particolare di luce rossastra vista attraverso l’oblò tornando verso l’Europa. Mi è sembrato che tutti noi passeggeri stessimo andando incontro alla luce… considero insensibili tutti quelli che ritengono il volo una cosa poco emozionante. La mattina seguente sono atterrato nuovamente nell’obsoleta Europa… forse per la porta peggiore cioè lo Charles de Gaulle. Parlo così perché l’aeroporto mi è apparso davvero brutto e disordinato ed inoltre è stato terribile il passaggio dalla grande disponibilità americana alla grande freddezza dei francesi. Mi chiedo inoltre come sia possibile che in un aeroporto così grande, gli annunci vocali fossero difficili da capire per chi non parla il francese… un esempio: la città di Miami in Florida veniva pronunciata sempre alla francese cioè Miamì.
Comunque la più grande delusione del viaggio è stato il Parigi-Venezia operato con un A320 Air France. Il volo in realtà era Alitalia con il codice AZ7355. Ero seduto proprio in coda sul Sedile 28A. L’interno dell’aeromobile mi è sembrato davvero spartano. Fortunatamente la hostess si è sempre comportata con gentilezza, soprattutto al momento del pranzo si è rivolta a me dicendomi "cosa vuoi tu…deciditi!!!".

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Avvilitissimo per il trattamento ricevuto ma felicissimo di aver ammirato le splendide Alpi dall’alto, sono atterrato a Venezia arrivando al Marco Polo completamente rinnovato e ingrandito. Avrei voluto girare per il nuovo aeroporto ma ero davvero troppo stanco e avevo troppa voglia di mangiarmi una buona e italianissima pizza nel mio piccolo paese sperduto fra le montagne.Arrivederci e grazie per aver volato con la mia compagnia!!!
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Last update/ultimo aggiornamento: 01-02-2009

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