|

|
"Talvolta
i sogni si realizzano". Questo è stato il mio pensiero lo scorso
12 giugno andando in macchina all’aeroporto di Fiumicino. Mi
apprestavo infatti ad una esperienza completamente nuova e decisamente
insolita per uno studente di sedici anni, cioè un viaggio nei mitici
"States" di quasi un mese (senza papà e mamma). Questa è
stata la mia prima volta al "Leonardo da Vinci" e devo dire
che tutto mi è sembrato così grande e diverso rispetto alle foto che
avevo visto sulle riviste. Essendo arrivato con grande anticipo, ho
approfittato per bere un caffè alla "Terrazza Roma" e posso
garantirvi che quella colazione è stata proprio indimenticabile grazie
al continuo movimento a pochi metri da me di Airbus e Boeing di
compagnie provenienti da ogni angolo del mondo. Alle 9:00 sono andato al
check-in della US Airways per svolgere le operazioni di imbarco.
Viaggiando da solo e vedendomi quasi come un bambino indifeso molti
passeggeri mi hanno aiutato e mi hanno fatto coraggio. |
| Agitatissimo,
ho salutato Renato, il mio accompagnatore, e… ormai ero nella parte
dell’ aeroporto riservata ai passeggeri con carta d’imbarco. Per
circa mezz’ora ho girato per i Duty Free e dopo mi sono recato all’uscita
C23. Alle 10,30 tutta la folla dei passeggeri del volo "3" per
Philadelphia era già pronta per gli ultimi controlli e per passare
attraverso il finger. Questo è stato il mio primo volo con un aereo di
grosse dimensioni. Ciò nonostante l’atmosfera, appena entrato a bordo
dell’A330 N676UW mi è parsa molto familiare. Ho percorso tutto il
corridoio e cammina cammina ...sono arrivato al mio posto assegnato 31A.
Di fianco a me si è seduta una signora messicana che vive a Napoli e
lavora per la NATO. Abbiamo cominciato subito a fare conoscenza.
Guardandomi attorno ho potuto notare che il velivolo non era stato
pulito come si deve, ma la cosa più angosciante era il tavolinetto
davanti a me praticamente distrutto ed inutilizzabile. |
|
Verso le
11,25 (in ritardo di dieci minuti) il "bestione" ha cominciato a
fare la fila sul raccordo assegnato e così dopo il decollo di un 737
AirOne ecco che è arrivato il nostro turno. Il rumore dei motori è stato
piuttosto fastidioso, ma la spinta progressiva mi è parsa molto
rassicurante! Pochi minuti dopo il decollo è cominciato il servizio a
bordo con una scelta fra "Chicken and Tortellini" …io ho
provato il chicken… non faccio molti commenti ma vi assicuro che quella
carne immersa in una salsa gialla la possono mangiare solo quei matti
degli americani!!!. |

|
| Dopo
questo orribile pasto ho acceso il monitor davanti a me e con le cuffie
nelle orecchie …ehm volevo dire con una cuffia nell’orecchio dato
che l’altra non funzionava (sigh!), ho cominciato a curiosare
attraverso il "servizio d’ intrattenimento" della compagnia.
I film sono carini e piuttosto recenti del tipo "Harry Potter"
e "A beautiful Mind", per quanto riguarda la musica….prevale
il country, il soul e la classica. Dopo circa sei ore ho cominciato ad
aver voglia di sgranchire un pò le gambe, così ho cominciato a
passeggiare per i corridoi. Ho approfittato per dare una sbirciata alla
business class e posso assicurarvi che era tutta un’altra cosa a
partire dalle poltrone molto più ampie e credo più comode rispetto a
quelle dell’economy. Una hostess si è avvicinata e mi ha chiesto se
avevo bisogno di aiuto… io ho approfittato per "attaccare
bottone" e il mio tentativo ha avuto fortuna, riuscendo a discutere
di aerei con lei per quasi un’ora. Alla fine ci siamo scambiati le
e-mail ed oggi ci scriviamo molto spesso. Lei mi ha invitato a casa sua
in California e io le ho detto di venirmi a trovare fra le montagne del
Cadore. Dopo quasi 10 ore di volo è arrivato il momento più atteso: l’atterraggio
negli USA. L’aereo ha toccato terra con un quarto d’ora d’anticipo
e mi è parso strano vedere attorno a me soltanto aerei con livree
americane. L’agitazione e il viaggio lungo mi hanno provocato un
grande senso di stanchezza, il tutto è sfociato in un terribile mal di
testa a causa del fuso orario e dei 42° c davvero soffocanti!!! |
 |
Per
quanto riguarda il viaggio di ritorno non ho molto da aggiungere
soprattutto perché la vacanza è stata magnifica e non sarei voluto
tornare nella vecchia Europa. Oltre ad aver visitato Philadelphia,
Atlantic City, New York… la vacanza è stata allietata da una visita
all’aeroporto di Atlantic city. Voi penserete ad una solita gita in
aeroporto ma la realtà è un pò diversa. La mia vicina di casa a Mays
Landing (New Jersey) è una controllore di volo. Mrs Easterday è stata
così gentile da portarmi sulla torre di controllo e mi ha spiegato i
suoi compiti nella sala dei bottoni in maniera semplice e con un inglese
facile ed accessibile anche a me. |
| Ritornando
al viaggio di ritorno, sono partito il 6 Luglio da Philadelphia per
Parigi con il volo "US26" operato sempre con A330. Il decollo
è avvenuto verso le ore 21, con un ritardo di circa un’ora. Rimarrà
per sempre impressa nella mia mente l’immagine di quell’effetto
particolare di luce rossastra vista attraverso l’oblò tornando verso
l’Europa. Mi è sembrato che tutti noi passeggeri stessimo andando
incontro alla luce… considero insensibili tutti quelli che ritengono
il volo una cosa poco emozionante. La mattina seguente sono atterrato
nuovamente nell’obsoleta Europa… forse per la porta peggiore cioè
lo Charles de Gaulle. Parlo così perché l’aeroporto mi è apparso
davvero brutto e disordinato ed inoltre è stato terribile il passaggio
dalla grande disponibilità americana alla grande freddezza dei
francesi. Mi chiedo inoltre come sia possibile che in un aeroporto così
grande, gli annunci vocali fossero difficili da capire per chi non parla
il francese… un esempio: la città di Miami in Florida veniva
pronunciata sempre alla francese cioè Miamì. |
| Comunque
la più grande delusione del viaggio è stato il Parigi-Venezia operato
con un A320 Air France. Il volo in realtà era Alitalia con il codice
AZ7355. Ero seduto proprio in coda sul Sedile 28A. L’interno dell’aeromobile
mi è sembrato davvero spartano. Fortunatamente la hostess si è sempre
comportata con gentilezza, soprattutto al momento del pranzo si è
rivolta a me dicendomi "cosa vuoi tu…deciditi!!!". |

|
| Avvilitissimo
per il trattamento ricevuto ma felicissimo di aver ammirato le splendide
Alpi dall’alto, sono atterrato a Venezia arrivando al Marco Polo
completamente rinnovato e ingrandito. Avrei voluto girare per il nuovo
aeroporto ma ero davvero troppo stanco e avevo troppa voglia di
mangiarmi una buona e italianissima pizza nel mio piccolo paese sperduto
fra le montagne.Arrivederci e grazie per aver volato con la mia
compagnia!!! |
|
|
|