VOLATE CON NOI!
LA STORIA COMPLETA
DELLE ASSISTENTI DI VOLO

Il 15 maggio 1930, a Cresco, nello Iowa (USA), Ellen Churc scrive una pagina della storia dell’aviazione, diventando la prima hostess al mondo a bordo di un aeroplano della Boeing Air Transport (ora United Airlines) da Oakland in California a Chicago, nell’Illinois.
All’inizio i piloti americani ed alcuni passeggeri erano scettici sull’utilità delle prime assistenti di volo, ma ben presto cambiarono idea. Alcuni passeggeri che viaggiavano di frequente chiamavano addirittura in anticipo per sapere se la loro stewardess (la parola assistente di volo sarebbe arrivata dopo) favorita fosse sul loro volo. Inutile dire che le prenotazioni della United aumentarono vertiginosamente dopo che Ellen Churc e le altre prime sette hostess furono assunte e questo libro racconta la storia delle assistenti di volo e spiega come è cambiato il loro ruolo nel corso degli anni.
Il libro parte dagli anni Trenta, quando le prime hostess erano infermiere diplomate i cui compiti, oltre ad aver cura del passeggero, comprendevano anche mansioni come aggiustare le sedie rotte, caricare i bagagli, parlare di meteorologia e visibilità, scacciare le mosche. Si faceva insomma un po’ di tutto e il lavoro era tutt’altro che facile: le hostess dovevano essere continuamente pesate e misurate e dovevano ritirarsi dalla professione prima del compimento dei trent’anni d’età. Inoltre il matrimonio o una gravidanza erano un motivo più che sufficiente per un licenziamento immediato.
Dopo l’attacco di Pearl Harbour nel dicembre 1941, le donne furono arruolate per servire la patria, trasportando aeroplani e costruendoli nelle fabbriche. L’entrata degli Stati Uniti nel conflitto mondiale creò, inoltre, un’enorme domanda di infermiere e le hostess (tutte infermiere diplomate) furono ben presto inviate al fronte. Fu così che il requisito di essere infermerie non fu più obbligatorio per le nuove assunzioni nelle compagnie aeree, aprendo così le porte a numerose ragazze fornite di un altro diploma professionale.
Negli anni Cinquanta avviene una nuova trasformazione. Un tipico manuale di uno dei tanti centri di formazione per assistenti di volo, sorti in quel periodo in tutto il paese, spiegava che “una perfetta hostess doveva essere contemporaneamente un caporale istruttore, una madre amorevole e avere le attenzioni sottomesse e maliziose di una geisha, con i modi e le conversazioni di una guida turistica”. Insomma un po’ un po’ madre, un po’ geisha e un pò moglie "in addestramento", pronta ad accudire un neonato così come a preparare un cocktail. Ma, quando i tranquilli anni ’50 lasciarono il posto agli “spregiudicati” anni ’60, l’esperienza ad alta quota di un’assistente di volo, come pure l’idea che la gente aveva di loro, cambiò notevolmente. L’archetipo occidentale della donna moglie e madre di famiglia era ormai al tramonto.
Gli anni ’60 si aprono con l’introduzione del Boeing 707, il primo aeroplano a reazione, ed il mondo diventa all’improvviso più piccolo. La durata del viaggio si abbreviò e le lussuose sale di ritrovo a bordo degli aeroplani, dove i passeggeri passavano le ore a bere qualcosa e a conversare con gli altri passeggeri, diventarono inutili. Inoltre proprio a bordo del 707 lo spazio disponibile era stato sacrificato a favore dei posti a sedere così che il concetto di marketing basato sul comfort ed il lusso scomparve per fare posto ad una nuova visione commerciale. Le compagnie aeree puntarono tutto sulle loro assistenti di volo. Sulla stampa e tv vennero lanciate campagne ammiccanti al sesso o insinuanti, dove protagoniste erano attraenti hostess. Le assistenti di volo diventarono il prodotto che faceva vendere le linee aeree e furono “riconfezionate” in maniera più attraente. Per anni le loro uniformi rispecchiarono le mode del tempo e negli anni Sessanta era proprio l’abbigliamento delle hostess a fare tendenza.
Nuovo decennio, nuovo aeroplano e nuova strategia commerciale. Nel 1970 entra in servizio il primo Jumbo Jet e contemporaneamente inizia l’era del volo di massa. Ogni aeroplano trasportava dalle 300 alle 400 persone con un ampio spazio per bagaglio, merce e posta. L’intrattenimento a bordo diventò uno dei punti di forza: film e salotti lussuosi erano più numerosi quelli che si vedevano negli anni ’50. Il posto d’onore in un simile ambiente non poteva non spettare alle hostess, che furono impiegate come strumento di marketing per attirare a bordo gli uomini d'affari. Ma gli anni Settanta sono anche gli anni del femminismo e delle conquiste dei lavoratori e le assistenti di volo finalmente riuscirono ad ottenere una serie di diritti a lungo negati. Nel 1971 la regola della non sposata fu abolita, nel 1974 una delle maggiori compagnie aeree venne costretta ad aumentare lo stipendio delle donne per portarlo al pari di quello degli uomini, nel 1975 l’associazione delle assistenti di volo americane attaccò la regola del divieto di maternità e nel 1979 tutte le compagnia dovettero togliere anche i limiti di peso. Nel giro di un decennio le hostess si erano evolute da ragazze copertina a competenti donne in carriera in un settore in continua evoluzione.
Gli Anni ’80 coincidono con un boom economico che coinvolge tutto il mondo industrializzato e di conseguenza si assiste a livello mondiale ad un notevole aumento del traffico passeggeri. I clienti potevano scegliere tra una vastissima gamma di servizi e tariffe sempre più basse sia sulle linee internazionali sia quelle nazionali e regionali. Con l’avvento delle compagnie no-frills americane e delle compagnie asiatiche che benedicono i propri aerei ed, infine, delle dinamiche linee aeree occidentali del nuovo millennio, anche il ruolo delle assistenti di volo subisce un nuovo cambiamento: non più testimonial pubblicitario del vettore ma figura di riferimento del passeggero (finalmente!), una persona sui cui fare affidamento proprio grazie alla propria competenza professionale.
Corredato da splendide immagini d’archivio, provenienti dalle principali compagnie aeree del mondo, e con una grafica molto curata, “Volate con noi” rappresenta un bel regalo ed un libro immancabile per gli appassionati di aviazione commerciale, per i designer, gli stilisti, i viaggiatori e per quanti vogliono conoscere da vicino il mondo degli assistenti di volo.
Michael Waldock è il fondatore della Antarctic Historical Society (www.a-b-s.com), un'organizzazione che promuove la storia delle esplorazioni nel Polo Sud e la conservazione dell'ambiente e delle risorse dell'Antartide, è stato dirigente di diverse società negli Stati Uniti e in Europa, cosa che gli ha permesso di viaggiare in lungo e in largo per il mondo e che gli ha fatto nascere l'interesse per l'aviazione commerciale. Vive a Santa Fe nel Nuovo Messico.
Johanna Omelia, fotografa e giornalista, è stata responsabile editoriale per diverse riviste americane. Ora vive a Santa Fe, nel Nuovo Messico, dove cura pubblicazioni di cucina e cultura regionale.
Volate con noi!
Michael Waldock e Johanna Omelia
FBE Edizioni
www.fbe-edizioni.com
Pagine: 160
Formato: 23 x 24
Traduzione di: Fabio Badin
Prezzo: € 26
ISBN: 88-89160-07-1