ATTERRARE NELLA NEBBIA

di Riccardo Sardeni

Grazie alle moderne tecnologie, grandi aerei di

linea, possono atterrare anche con visibilità limitata.

I radar del controllo del traffico aereo portano il pilota

a poche miglia dalla pista, poi con l'ausilio di antenne

a terra e ricevitori di precisione a bordo, l'aereo viene

condotto in modo del tutto automatico a pochi metri

da terra, lì i piloti concludono l'atterraggio.

 

Vediamo quali sono i punti principali di una carta

di avvicinamento CAT II

 

1 Altitudine minima sotto la quale è proibito scendere

 

2 Prua e frequenza da inserire nella ricevitore NAV1

   per effettuare l'avvicinamento di precisione ILS

 

3 Punto iniziale della procedura di avvicinamento

   e altitudine

 

4 Outer Marker, sorvolando questo punto si deve

   controllare quota e distanza per essere sicuri di

   essere sul sentiero di discesa giusto

 

5 Minime di avvicinamento, se raggiunti i cento piedi

   di  altezza dal suolo il pilota non vede le luci della

   pista, è obbligato ad interrompere l'avvicinamento

 

6 In caso di mancato avvicinamento le prime azioni

   da fare sono: salire a 1450 piedi con prua 349°

Principali strumenti di navigazione

per il volo strumentale (IFR)

 

A Anemometro, Orizzonte

   artificiale, altimetro, radio

  bussola, strumento di

   navigazione e variometro.

B Ricevitore VHF per

    intercettare il radio

    sentiero di discesa, NAV1

C Selettore dell'altitudine

 

D Misuratore di distanza

 

E Indicatore di deviazione,

    tenendo la parte

    centrale della freccia al

    centro, si è allineati con

    l'asse pista

F Indicatore del sentiero,

    tenendo il piccolo

    indicatore rosa al

    centro, si è allineati con

    il sentiero di discesa

G H I Indicatore delle

    funzioni dell'autopilota

L Controllo gestione potenza

< Siamo 14,6 miglia dalla pista, questo

è il punto iniziale della procedura, tra

poco sorvoliamo l'NDB di Novara.

Voliamo a 4000 piedi sul QNH 1010 e

siamo allineati alla pista.

L'autopilota mantiene 160 nodi, ha

agganciato il localizzatore dell'asse

pista e mantiene l'altitudine.

>

L'indicatore del sentiero incomincia a

scendere e incominciamo a scendere

anche noi in modalità "velocità

verticale". Siamo a 13,4 miglia dal

punto di contatto.

 

< Riduciamo la velocità e abbassiamo

i flaps a 28 gradi,  armiamo la funzione

ILS e continuiamo l'avvicinamento

 

>

Quando il quadratino rosa si trova

al centro, le funzioni del sistema ILS

sono tutte armate, il pilota automatico

mantiene l'aereo allineato alla pista

(LOC TRK), lo tiene sul sentiero di

discesa (G/S TRK) e l'automanetta

regola i motori per mantenere 150 nodi

 

< La freccia gialla indica una piccola

    "O" blu che unita ad un suono,

    si attiva sorvolando l'Outer Marker.

    Guardando la cartina verifichiamo

    l'esatta posizione sul sentiero.

    Outer marker, 2100 piedi e 6 miglia

 

>

La luce blu diventa gialla e cambia il

suono, siamo sul Middle Marker, dopo

aver inserito la frequenza ILS anche

sul secondo autopilota armiamo la

funzione "AutoLand", l'FMA conferma

che l'atterraggio automatico è attivo.

 

Ora con grande apprensione, lanciati a

260Km/h nella nebbia, attendiamo

di vedere le luci della pista.

< La carta di avvicinamento per questa

procedura  ci ricorda che dobbiamo avere

la pista in vista non sotto i cento piedi dal

suolo, quindi impostiamo l'indicatore

dell'altezza di decisione "DH".

Il nastro numerato ci fornisce la lettura

del radar altimetro, ovvero un altimetro

che legge la distanza reale tra l'aero e

il suolo.

 

Qualche istante prima dei cento piedi

vediamo nella nebbia le luci della 35

destra, pista libera, LAND, si atterra.

 

Nel caso in cui raggiunti i trenta metri

dal suolo a 260Km/h, con 55 tonnellate

di aereo che sta perdendo energia, non si

dovesse vedere la pista, le azioni da

compiere devono essere veloci e precise.