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Malpensa
- Guida allo Spotting
a cura di |
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La guida completa per
lo spotting a Malpensa realizzata dal nostro
associato Enrico Pierobon. |
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Sommario |
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Dati
Tecnici |
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Aeroporto: |
Aeroporto
Intercontinentale di
Milano Malpensa |
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Codice IATA: |
MXP |
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Codice ICAO: |
LIMC |
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Coordinate: |
45°
39’ 9” N - 008° 43’ 5” E
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Elevation: |
765
ft |
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Runway: |
17L/35R
17R/35L 3920 x 60 mt. |
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Separazione
piste: |
810
mt |
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Categoria: |
CAT
III B ILS VOR/DME NDB |
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L’aeroporto della Malpensa non ha
bisogno di molte presentazioni. E’
una delle opere pubbliche più
controverse del nostro tempo le cui
vicissitudini sono strettamente
collegate a quelle della compagnia
di bandiera Alitalia. L’aeroporto
lombardo è supportato da chi lo vede
come uno strumento indispensabile
per lo sviluppo della terza area
più industrializzata d’Europa dopo
Londra e Parigi e da chi vuole
tutelare migliaia di posti di
lavoro. Di contro viene osteggiato
da coloro che considerano l’espansione dell’aeroporto come una
minaccia alla salvaguardia del
territorio circostante e da chi non
vuole rinunciare alla comodità del
“city airport” di Linate. Inoltre è
in diretta competizione per i voli
di lungo raggio con l’aeroporto di
Roma Fiumicino. Geograficamente
situato in provincia di Varese,
Malpensa è universalmente conosciuto
come l’aeroporto intercontinentale
di Milano, la capitale economica ed
industriale d’Italia.
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La sua storia |
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Nel 1700 circa alcune famiglie
contadine emigrate dal Veneto si
stabilirono in quella parte di
brughiera tra Busto Arsizio e
Gallarate. Rendere fertile e
coltivabile quella terra povera non
venne considerata una buona idea
dalla popolazione locale, era una
“mal pensata” e il nome è rimasto.
Tutta la zona può essere considerata
la culla dell’aviazione italiana,
grazie ai fratelli Caproni che qui
nel 1910 stabilirono la loro base
operativa per i voli di collaudo dei
loro aeroplani. Trasformata in
aeroporto militare nel corso delle
due guerre mondiali, nel 1948
iniziarono ad operare anche i voli
civili, la partenza di una crescita
passata dalla costruzione, nel 1958,
della nuova aerostazione l’attuale
Terminal 2, fino ad arrivare al
1998, anno di inaugurazione del
nuovo e non ancora del tutto
completato Terminal 1. |
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Come raggiungere l’aeroporto |
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E’ collegato all’autostrada dei
laghi A8 Milano-Varese dalla
superstrada della Malpensa (SS n°
336 ) che prosegue poi verso sud
nella nuova bretella della Boffalora
che connette l’aeroporto con l’
autostrada Milano-Torino. E nel
raggio di 30 chilometri ogni strada
statale o provinciale riporta la
segnaletica con le indicazioni.
Sempre su strada l’aeroporto è
collegato con la stazione Centrale
di Milano da un servizio di autobus,
il Malpensa Shuttle, in partenza
ogni venti minuti. Inoltre una linea
ferroviaria dedicata, il Malpensa
Express gestito dalle Ferrovie Nord
Milano permette ai passeggeri di
raggiungere nel capoluogo lombardo,
la stazione di Cadorna. |
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Lo
spotting a Malpensa |
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Ed ora trattiamo l’argomento di
questo thread, lo spotting ovvero
catturare immagini di aerei. Lo
spotting non è sempre facilissimo a
Malpensa e questo è stato detto
anche dal celebre Sam Chui, ma
comunque non è impossibile
riprendere qualche soggetto
interessante. Il traffico è molto
vario sia con voli di linea che
charter, ed anche gli aerei cargo
sono sempre presenti. Da qualche
anno anche la Easyjet, aerolinea di
tipo low fare ha impiantato una sua
base molto solida ed attiva. Non
mancano i biz jet, gli aerei
governativi e anche qualche aereo
militare. Lo spotting a Malpensa si
pratica da molti anni. Ci sono
appassionati che possiedono
collezioni composte da migliaia di
diapositive e possono vantare con
orgoglio perle rare come aeroplani
di Pan Am, Twa, Avensa e molte altre
compagnie aeree ormai scomparse. L’attività è tollerata dalle forze
dell’ordine che pattugliano il
perimetro. Occorre ricordare che è
proibito l’uso e l’ascolto di
radio e scanner nella banda aerea ed
è anche sconsigliato scattare foto
dalle vetrate del terminal, pena il
rischio di ricevere un severo
ammonimento da parte della Polizia.
Inoltre è sconsigliato riprendere
gli aerei di una nota compagnia
mediorientale molto sensibile al
problema della propria sicurezza.
Purtroppo al contrario di molti
altri aeroporti, non ci sono
terrazze panoramiche. Il Terminal 1
è adibito alla gestione del traffico
dei voli di linea mentre dal
Terminal 2 operano principalmente le
compagnie dei charter e low fare. L’orientamento nord-sud delle piste
comporta che i cosiddetti spotting
points sono diametralmente opposti
per le ore mattutine e quelle
pomeridiane. Occorre dire che le
postazioni davvero valide non sono
moltissime ma in qualche caso
permettono di avvicinarsi molto alle
piste e con i movimenti dei wide
bodies non è una cosa da poco. La
caratteristica di aeroporto Hub,
impone che il traffico si concentra
in “ondate” con sequenze intense di
decolli e atterraggi, alternati a
periodi dove l’attività sembra
esaurirsi, tipicamente a cavallo del
mezzogiorno e nelle prime ore del
pomeriggio. L’utilizzo delle due
piste è regolamentato dalle norme
antirumore. Ogni otto ore si
invertono decolli e atterraggi tra
35R e 35L ma nelle fasi più
congestionate dove il traffico può
arrivare a 37 movimenti all’ora
sono frequenti decolli e
avvicinamenti praticamente
simultanei tra le due piste. Poco
frequenti i decolli per 17R e 17L, e
rari gli atterraggi per la 17R. Come
già detto il traffico è molto vario
ma a differenza ad esempio di
Fiumicino, le compagnie aeree estere
che operano voli intercontinentali
purtroppo non sono moltissime.
Andare a Malpensa per due giorni di
seguito potrebbe sembrare monotono,
infatti si “rischia” di vedere
sempre gli stessi aerei: tutta la
flotta di corto e medio raggio
ovviamente di Alitalia ma anche di
Iberia, Lufthansa, Air France, Swiss,
British Airways e l’andirivieni dei
charter dalle località di vacanza
del Mediterraneo e dei Carabi. Ma le
compagnie aeree che operano a
Malpensa sono comunque così
numerose, che capita spesso qualche
sorpresa inaspettata, come gli
“special colours”, gli aerei più
ricercati dagli appassionati, o come
l’arrivo di qualche nuova aerolinea
magari anche solo stagionale oppure
l’arrivo dei nuovi aerei acquisiti
dai vettori spesso impreziositi da
una nuova colorazione. Altro motivo
di interesse sono i giri macchina
praticati dalle compagnie, quando i
narrow bodies sono rimpiazzati dai
più affascinanti “heavy”, parola
magica che ci risveglia
immediatamente dal “torpore” indotto
da decine di decolli e atterraggi di
turboelica e regional jet, pur
sempre belli da vedere ma che si
“perdono” un po’ negli ampi spazi di
un grande aeroporto. Questa è una
usanza ad esempio della Egypt Air,
della Turkish o della Olympic che
qualche volta operano a Malpensa con
i loro aerei più grandi. Ma la
regina in questa pratica è la Saudi
Arabian che arriva a Malpensa con
tutti gli aerei in flotta, compresi
i rari 747 SP e L1011 Tristar. Si
può affermare con certezza che ogni
tipo di aereo commerciale e non
solo, ha lasciato il suo segno sulle
piste di Malpensa, tra tutti
svettano il Concorde e l’ Antonov
225 Mirya. Ora, l’evento atteso da
tutti è l’arrivo dell’Airbus 380 e
l’aeroporto lombardo si sta già
attrezzando per accogliere il grosso
liner europeo.
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Clima |
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Le condizioni climatiche sono quelle
tipiche umide della zona dei laghi
prealpini: inverni rigidi ed estati
calde ed afose e mezze stagioni che
tendono a stemperarsi . Frequenti le
precipitazioni che si mutano in neve
due o tre volte nel corso dell’
inverno. Il fenomeno nebbia
interessa raramente Malpensa, un
punto a suo favore rispetto agli
altri aeroporti della Pianura
Padana.
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Orari |
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Ondate di traffico e ore di calma a
parte, si fotografa dall’ alba al
tramonto e volendo anche nel cuore
della notte. |
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LLa
mappa di Malpensa |
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Gli
spotting point del mattino/b> |
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Se arrivare a Malpensa è facile, un
po’ meno è trovare la prima volta le
postazioni da dove scattare le foto.
Al mattino il posto ideale è presso
la Chiesetta di Santa Maria a Ferno (n°
1 sulla mappa). Arrivando dall’autostrada dei Laghi ed imboccata la
superstrada, si esce all’ uscita
“Cardano centro – Ferno”. Si seguono
le indicazioni per Ferno – Lonate.
Al semaforo si va a destra ed
entrando a Ferno, alla rotonda si va
ancora a destra imboccando una
strada alberata. Dopo 1 km, si
arriva ad un incrocio e si svolta
verso destra e si arriva ad uno
spiazzo parcheggio che domina la
testata pista 35R. Invece partendo
dal T1 oppure arrivando dalla
bretella della Boffalora (autostrada
Milano-Torino), si esce all’ uscita
per Ferno – Lonate Pozzolo e si
seguono le direzioni per questi due
paesi. Si percorre la strada che
passa dietro le piste e all’incrocio seguente si svolta a
sinistra per Ferno. Si passa sopra
al ponte della ferrovia (che vedremo
dopo) e alla curva successiva si
arriva allo spiazzo di cui si è
detto prima.
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La Chiesetta di Ferno
vista da un aereo in
atterraggio sulla 35R |
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La zona della Chiesetta
Santa Maria |
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Da questo punto si possono
riprendere gli aerei in atterraggio
sulla 35R con lo sfondo delle Alpi e
della torre Enav, gli allineamenti
per il decollo e sono ancora
possibili i rullaggi sulla taxiway
“Charlie”. La focale necessaria per
le reflex digitali è di almeno 200mm
ma 300mm sono meglio. La 35L è
ancora fattibile ma dista oltre un
chilometro. Le condizioni di luce
sono buone soprattutto nelle prima
parte della mattina. L’orientamento
delle piste sud-nord comporta che la
luce nel corso della mattina arriva
sempre più laterale e non si trova
esattamente di spalle: il risultato
è che il muso dell’aereo risulta
meno illuminato della coda. Oltre
mezzogiorno la luce arriva tutta da
sinistra. Salendo sul terrapieno o
sui blocchi di cemento non si ha l’
intralcio della rete altrimenti è
utile una scaletta. Purtroppo un’aggiunta recente di filo spinato ha
innalzato l’altezza della
recinzione.
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Ci si può anche
posizionare più a sud,
dove inizia la pista
ciclabile per fare da
una angolatura diversa
gli allineamenti in
pista |
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Se invece si prosegue a
piedi a destra, si trova
un piccolo parco giochi
e dei tavoli da picnic.
Un’altra buona
postazione è il trespolo
in legno oppure lo
scivolo se non lo si
deve contendere a
qualche bambino (n°2
sulla mappa).
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Nella foto dello spiazzo
a Ferno, si vede a
sinistra il parco giochi
e al centro la strada
che porta nel bosco. In
fondo la postazione dei
Vigili del fuoco. |
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Come si vede sotto, la
distanza dalla pista è
davvero esigua (225
Metri!) |
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Di solito non ci sono fori nella
recinzione dove infilare l’obiettivo (e non è una buona idea
crearne di nuovi) e non è possibile
usare scale o scalette perché la
recinzione è molto alta ed è quindi
necessario inquadrare attraverso le
maglie della rete. Per la focale va
ancora bene il 70-300 considerando
però che gli aerei più lunghi 747,
777-300, 340-500 presi esattamente
di lato, non ci stanno. Identiche a
prima le condizioni di luce. Da qui
si possono fare ottime foto
“dinamiche” di atterraggi con fumo
dai carrelli e thrust reverse
azionati, oppure l’inizio della
corsa di decollo. |
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Camminando ancora qualche centinaio
di metri verso nord fino al termine
della recinzione, si possono
fotografare gli aerei in decollo (n°4
sulla mappa). Purtroppo anche
qui si deve inquadrare attraverso le
maglie della rete. Serve una focale
di almeno 300mm sempre per il
digitale. |
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Spotting points alternativi per
il mattino |
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Una alternativa è sicuramente il
ponte sulla ferrovia (n°5 sulla
mappa) che come detto sopra si
trova sulla strada che costeggia il
perimetro e che proseguendo da Ferno
ci porta al Terminal 1.
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Il ponte sulla ferrovia
visto da un aereo in
atterraggio sulla 35R. |
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Si può parcheggiare proprio sopra ,
su un allargamento della carreggiata
tenendo presente che ci sarebbe il
divieto di sosta ed inoltre occorre
evitare inversioni di marcia
pericolose a causa della scarsa
visibilità. Si riprendono gli aerei
in finale per la 35R. Vanno bene
sempre le focali da 200 a 300mm a
parte per le inquadrature laterali
degli aerei più grandi: con il 70mm
non ci sta nemmeno il 777-200. Con
le focali più lunghe si possono fare
anche gli aerei che atterrano sulla
35L. La luce è buona nelle
primissime ore del mattino. Poi
tende a spostarsi a sud con il
risultato che presi di fronte gli
aerei vanno in controluce e
risultano tecnicamente più corrette
le inquadrature di coda. |
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Cimitero di
Lonate Pozzolo |
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Ripartendo dal ponte
della ferrovia in
direzione sud, dopo
poche centinaia di metri
all’ incrocio si svolta
a sinistra per Lonate.
All’ incrocio seguente
si va a destra (SP 40) e
dopo pochi metri si vede
il cimitero di Lonate a
sinistra (n°6 sulla
mappa). Si entra su
un viottolo e si
parcheggia. Qui si
vedono molto bene gli
aerei che atterrano per
la 35R. La luce è buona
nella prima parte della
mattina. Le focali
utilizzabili sono sempre
le solite 70-200 70-300.
Questo era uno spotting
point utile quando per
motivi di sicurezza
(dopo il tragico 11
settembre) non si era
tollerati troppo, lungo
il perimetro dell’
aeroporto. Oggi si può
usare per variare dal
solito ma non si fanno
foto sostanzialmente
diverse da quelle prese
a Ferno con lo
svantaggio che si
perdono tutti i
movimenti a terra degli
aerei in partenza. |
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Spotting points pomeriggio |
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Ripartiamo per comodità da Ferno,
superiamo il ponte e all’ incrocio
svoltiamo a destra e ci dirigiamo
verso il T1. Invece di imboccare la
superstrada, alla rotonda svoltiamo
a destra in direzione della Cargo
City. Si prosegue passando a fianco
della Torre, sempre impressionante
da vedere e alle rotonde successive
si prosegue sempre dritto seguendo
le indicazioni per il Terminal 2 e
l’Area Tecnica. Si costeggia il
parcheggio remoto e si curva dietro
il grande hangar della manutenzione.
Altre due rotonde e alla seconda si
è arrivati al Centro Equipaggi
Alitalia (n°7 sulla mappa).
In alternativa dalla solita
superstrada si esce al T2 ma appena
fuori invece di dirigerci al
Terminal si tiene la direzione Case
Nuove passando davanti al ristorante
Kameha. Dopo il ponte sulle
superstrada si svolta a sinistra
costeggiando il lato ovest del
perimetro fino al Centro Equipaggi
chiamato anche per semplicità CBC (Crew
Briefing Center).
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Nella foto il Centro
Equipaggi |
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Purtroppo lo spotting point
del Centro Equipaggi ha perso la sua
caratteristica più preziosa ovvero
quella di trovarsi a meno di 300
metri dalla 35L/17R ed ad 80 metri
dalla taxiway “Whisky”. Questa
postazione era davvero particolare
perché permetteva di scattare foto
molto varie in situazioni
differenti. Nei fine settimana di
bel tempo gli spotters si
contendevano i pochi buchi praticati
sulle reti. Si potevano fotografare
gli aerei atterrati sulla 35L e in
rullaggio quando uscivano dal
raccordo Echo, venivano molto bene
anche i decolli sempre sulla 35L
soprattutto per quegli aerei che
raggiungevano la V2 molto avanti (ci
troviamo quasi al termine della
pista). Ecco qualche immagine dei
bei tempi:
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Ma dimentichiamoci del passato, e
vediamo cosa si può fare oggi: Per
posteggiare le alternative sono
lasciare l’auto lungo la strada (ma
ci sarebbe il divieto di sosta
quindi attenzione…) oppure
proseguire verso il T2 e dopo pochi
metri svoltare alla prima a sinistra
dove dopo poco si parcheggia presso
alcune villette barricate e
disabitate in località Case Nuove.
Il Centro Equipaggi è valido per i
decolli pomeridiani quando è in uso
la 35 sinistra. Ci si può
posizionare davanti alla rotonda,
nel parcheggio riservato ai
dipendenti SEA oppure se si
parcheggia alle prime abitazioni di
Case Nuove, salendo sul terrapieno
che costeggia la strada. Per
riprendere gli aerei che imboccano
la taxiway Whisky ci si può mettere
a sinistra del Centro Equipaggi,
attaccati alla rete ed inquadrando
attraverso le maglie. Non è la
stessa cosa di qualche anno fa ma
ecco cosa si può fare attualmente:
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Un
decollo visto dal
terrapieno all' incrocio
con Case Nuove |
Ma
anche gli aerei che in
questo punto sono già
alti spesso non vengono
male in foto |
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Se si vuole fotografare
gli aerei in rullaggio
ci si può posizionare
alla sinistra del
fabbricato del CBC, ma
davanti ci sono diversi
ostacoli |
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Da ricordare che è possibile
arrivare al Centro Equipaggi anche
dai Terminal prendendo la navetta
gratuita che fa la spola dal T1 al
T2 ogni 20 minuti. La fermata è
proprio davanti. |
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Spotting points alternativi per
il pomeriggio |
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Un posto dove si può andare è il
parcheggio rialzato del Terminal 2 (n°8
sulla mappa). Proseguiamo
partendo dal centro Equipaggi in
direzione T2 costeggiando il lato
ovest del perimetro. Si passa sopra
la superstrada e poco prima di
arrivare allo svincolo per l’
ingresso al T2 si parcheggia nello
spiazzo del ristorante Kameha che si
trova alla nostra sinistra. A piedi
ci si dirige verso l’ingresso del T2
dove poco dopo c’è il parcheggio
rialzato, impossibile non vederlo.
Si sale e da qui si possono fare i
decolli pomeridiani dalla 35R ma
anche i decolli del mattino sulla
35L. La controindicazione è che
vengono bene solo quegli aerei molto
pesanti che si raggiungono la V2
molto avanti e salgono “piatti”.
Servono le focali lunghe e un po’ di
occhio per evitare di inquadrare
alberi e lampioni.
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Altri spotting points per il pomeriggio si
trovano nella zona delle testate piste,
lungo la strada che corre a sud del
perimetro e che percorriamo per andare da
Ferno al T1 e viceversa. La testata pista
della 35L (n°9 sulla mappa) si vede
molto bene con le luci del Calvert che
arrivano fino alla recinzione. Si parcheggia
a lato della strada e si sale sopra un
rialzo in terra proprio allineati con la
pista. Si fanno le foto agli aerei di coda
ma serve una scaletta per inquadrare meno
rete possibile. |
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L’ ora ideale è a cavallo del
mezzogiorno con la luce proprio
di spalle, ma sono molto
suggestive anche le immagini
dopo il tramonto con la pista
illuminata. Indispensabili le
focali lunge se si vuole
inquadrare aereo e pista
insieme. |
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Un altro spotting point interessante al
pomeriggio si trova vicino alla testa pista
della 35R (n°10 sulla mappa vedi
immagine precedente testate piste). Sempre
sulla strada a sud del perimetro e che dal
T1 ci porta a Ferno, immediatamente prima
dell’ incrocio c’è una piazzola proprio
allineata con la pista che non si vede
perché siamo più bassi. Si parcheggia ed a
piedi si va o lungo la via ciclabile
sterrata oppure sul bordo dei campi al
limitare del bosco. Si riprendono
lateralmente gli aerei in finale per la 35R.
Luce ottimale dopo il primo pomeriggio fino
al tramonto e solite focali 200-300mm tranne
sempre che per gli aerei più lunghi presi
esattamente di lato. |
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Se ci sono gli atterraggi sulla 35L, si può
andare sempre sulla pista ciclabile più
verso ovest. Luce sempre ottima, ma gli
aerei sbucano all’ improvviso dagli alberi e
si ha pochissimo tempo per inquadrare e
scattare. |
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In questo punto in futuro si potrà
fotografare la via di rullaggio chiamata
“manico d’ombrello” per via della sua
conformazione cha dalla taxiway Whisky va ad
aggirare la 35L così da permettere ai
velivoli di raggiungere la 35R senza dover
attraversare la Left con tutte le
implicazioni del caso. I lavori sono in un
fase molto avanzata. La speranza di tutti
gli appassionati è che questo punto non
venga occultato troppo alla vista dall’
esterno. |
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In
questa immagine, gli aerei
parcheggiati alla Cargocity e in
primo piano il raccordo "manico
d'ombrello" nel pieno dei
lavori |
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Un altro spotting
point simile al
precedente si trova
a Lonate Pozzolo (n°11
sulla mappa).
Per semplicità,
riprendiamo la
strada che al
mattino abbiamo
fatto per andare al
cimitero di Ferno ma
invece di fermarci
qui, proseguiamo
qualche centinaio di
metri e svoltiamo
alla prima a destra
in una strada
sterrata, via del
Gaggio, che ci porta
su un prato al
confine con il bosco
dove ci fermiamo. Da
qui si vedono gli
aerei sempre in
finale per la 35R
forse presi un po’
meno “da sotto”
rispetto al posto di
prima, vicino alla
testata pista. |
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| Un’ altra possibilità per il
pomeriggio ce la offre il Teminal 1
al piano superiore per le partenze
nel parcheggio in fondo al lato nord
dove c’è una terrazza che si
affaccia sui parcheggi remoti, e la
35 sinistra. Attualmente c’è ancora
aperto il cantiere per il satellite
"C", ma si gode di un ottima vista
sulla pista e verso l’ hangar della
manutenzione. Con un po’ di fortuna
si trova anche il posto a pagamento
per l’ auto. I difetti di questo
spotting point sono la notevole
distanza dalla pista, quasi un
chilometro, e un tempo molto breve
per inquadrare e scattare l’ aereo
che sbuca da dietro il Terminal.
Pali e lampioni non mancano ma
qualche buona foto può riuscire non
solo ai decolli ma anche ai velivoli
che rullano verso il T1 al termine
del loro viaggio. |
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| Altre postazioni a volte utili
sono in fondo alla Cargocity e nella
zona sottostante la Torre di
controllo: la prima è però molto
distante dalla 35L e ci sono molti
ostacoli. Sotto la torre si
fotografa il parcheggio e la prima
parte della 35L ma spesso qui si
viene allontanati dagli addetti alla
sicurezza. |
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Altre
informazioni |
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Parcheggiare al T1 è comodo ma
costoso. Ci sono dei posti gratuiti
a disco orario ma trovarne uno
libero è davvero difficile. Nel
Terminal si trova di tutto, servizi
igienici, negozi di ogni tipo
ristoranti bar e fast food per
ristorarsi. Da segnalare all’
interno del T1 (piani -1 e 3) la
grande e preziosa collezione Piazzai
di modelli di aerei. Inoltre non si
può non visitare Volandia
http://www.volandia.it
raggiungibile in futuro anche dal
Terminal 1: é un parco e museo
attualmente in via di ingrandimento,
nato non a caso proprio nella
provincia con le ali ed è gestito da
una fondazione la quale custodisce
numerosi velivoli, e non solo, che
hanno fatto la storia dell’
aviazione. A Malpensa inoltre é
attiva da molti anni l'Associazione
Clipper http://www.airclipper.com
che promuove la cultura aeronautica
organizzando conferenze con esperti
del settore, voli speciali, visite
ad aeromobili aziende aeronautiche e
torre di controllo ma soprattutto
porta gli iscritti dentro l'aeroporto per giornate intere di
spotting in postazioni altrimenti
inaccessibili ai normali
appassionati.
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Links |
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Libri |
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| Alma Pizzi “Malpensa 2000”
Editoriale Giorgio Mondadori |
| Sebastiao Salgado “Malpensa – La
città del volo” SEA Aeroporti di
Milano |
| Alberto Grampa “Qui si vola”
l’ardimentosa storia
aeronautica della
provincia con le ali.
Macchione editore |
| Elena Raffo Claudio Mazzesi "Ricordi
da prendere al volo" Macchione
Editore |
Le foto e i
testi di questa guida sono di Enrico
Pierobon
www.i-enry-aviation.it
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