Clipper - Visita ad Heatrow


Enrico Pierobon

Torna all'indice del Magazine


Lo scorso sabato 20 novembre insieme ad altri 9 ragazzi appassionati di aviazione civile ho fatto una gita in giornata all’aeroporto londinese di Heathrow. I miei compagni di viaggio li ho conosciuti per mezzo di un forum, forum che visito spesso perché vi trovo molte informazioni preziose. Il gruppo è molto ben assortito, oltre che semplici appassionati, alcuni di loro lavorano o studiano nel mondo dell’aviazione, altri sono dei “frequent flyers” con voli anche sul Concorde. Con queste premesse gli argomenti di dialogo durante il tempo trascorso insieme non sono certo mancati. Il viaggio in giornata è stato possibile grazie ai servizi di Ryanair dato che il volo, prenotato con meno di un mese di anticipo, è costato 41 euro andata e ritorno. Senza volere fare troppi paragoni con le compagnie aeree tradizionali, si deve riconoscere che la Ryan mette tutti in grado di volare attraverso l’Europa. E allora un bello e freddo sabato mattina presto di autunno, veloce check in all’aeroporto di Bergamo e via all’imbarco sul 737-800 EI-CSZ che reca sulla fusoliera l’irriverente scritta “Arrivederci Alitalia”. Mal comune mezzo gaudio, ci sono in giro un altro paio di velivoli Ryan che ostentano frasi pungenti verso Air France e Lufthansa. Il decollo avviene in perfetto orario con tutti i 189 posti completi. Superato velocemente il lago di Como, il paesaggio sottostante si colora di bianco per tornare naturale sull’Europa centrale dove si vedono molti aeroporti e si incrociano le scie di svariati altri aerei. Finalmente si sorvola la campagna inglese, quadrettata come una grande scacchiera con tutte le tonalità di verde. Il pilota imposta la discesa per niente piatta grazie a divertenti virate abbastanza inclinate ed infine si atterra a Stansted, che non è proprio un piccolo aeroporto sperduto. Uscendo dalla pista infatti incrociamo un 747 cargo Asiana che si prepara al decollo e nei piazzali, oltre agli aerei coloratissimi di altre compagnie low cost, sostano altri quattro 747. Il terminal è molto grande, a occhio paragonabile per dimensioni al “nostro” T1 di Malpensa ed esteticamente è molto semplice e luminoso grazie alla combinazione di acciaio e vetro con i quali è costruito. Per il trasferimento ad Heathrow, essendo in dieci, è più conveniente noleggiare delle auto ma c’è anche un servizio bus. Prendiamo possesso delle due vetture e uscendo dall’aeroporto un cartello in cinque lingue ci ricorda che la guida è a sinistra: il primo impatto con questa realtà disorienta un poco, soprattutto affrontando le rotonde. Comunque in poco più di un ora di superstrada e qualche rischio, percorriamo la distanza che ci separa dal desiderato Heathrow e quando vi arriviamo sulle strade lungo il perimetro possiamo subito ammirare diversi 747 della British Airways che arrivano dalle più lontane mete del pianeta. Heathrow non è molto più esteso di Malpensa, ma nella sua area ci sono quattro terminal più un quinto in costruzione e numerosi altri edifici della British oppure della BMI e della Virgin. Lasciamo le auto al parcheggio di Hatton Cross Bus Station dove ci attende Matteo, un ragazzo italiano anche lui forumista di POL. Matteo nonostante la giovane età dopo alcune esperienze professionali in aeroporti italiani, è andato a lavorare a Londra. Il suo incarico è quello di preparare il piano di carico prima del decollo, è qualificato per diversi aeromobili e proprio pochi giorni prima aveva fatto ad esempio il piano di carico per il 747 della South African Airways. Essendo Heathrow la sua “casa” sarà una preziosa guida per mezza giornata. A piedi portandoci verso la testata pista 27R transitiamo per la strada sulla quale il normale traffico di auto spesso viene interrotto per fare attraversare gli aerei trainati verso un area di parcheggio e manutenzione. Infatti vediamo passare un 747 SAA ed un 777 BA mentre già parcheggiati ci sono due 747 Cathay e Qantas e un A340 SAA: sono talmente vicini alla recinzione che con l’obbiettivo 70-300 inquadro solo una parte di aereo. L’obbiettivo 35-80 non l’ho portato perché, abituato a Malpensa, pensavo che anche qui non mi sarebbe servito e invece… Guardando all’interno dell’aeroporto con sorpresa spicca inconfondibile nella sua eleganza un Concorde BA, ovviamente è l’esemplare destinato alla sua definitiva sistemazione presso il terminal 5 in costruzione. A vederlo così sembra pronto a decollare come ha sempre fatto per molti anni. Intorno si muovono alcuni 747, British, India e Singapore Airlines che potrebbero sussurrargli: “Eri più bello e più veloce ma sei inchiodato a terra mentre noi, goffi e lenti al confronto, continuiamo a tuonare nei cieli di tutto il mondo”. Ma a togliermi queste fantasie ci pensa una bella serie di aerei in avvicinamento belli bassi per la 27R: tanti Airbus British e BMI, 757, ma anche 777 BA, American Airlines splendido tirato a specchio, United (livrea vecchia) e i tanto desiderati 747 Korean, Qantas, Jal, India, PIA. Poi ci sono tutte quelle compagnie “sexy” come Air Jamaica con l’A340, oppure da me sconosciute come la KTHY e la Icelandair. È davvero strano ma piacevole vedere dal vero cose che fino ad ora avevo visto solo sui libri o su Airliners.net. Con tanto ben di Dio qualcosa deve andare storto, e oltre al freddo arriva anche la pioggia. Giustamente, a Londra in autunno non è che ci si possa aspettare un sole caldo e un cielo limpido, poco male perché Matteo con un bus gratuito ci porta al Visitors Centre: è un misto di museo e presentazione di Heathrow. Ci sono molte attrazioni divertenti: tra quelle che ricordo, un simulatore di volo, la ricostruzione di un cockpit, la presentazione dei vari sistemi di luci delle piste e delle vie di rullaggio, articoli esotici proibiti sequestrati ai passeggeri, sistemi per nascondere stupefacenti, un apparecchio che riproduce il rumore degli aerei delle varie epoche, modellini, immagini, francobolli e l’angolo della nostalgia con divise e amenity kits di compagnie aeree ormai scomparse, più altro che non ricordo. Al piano superiore c’è un bar e un negozio che vende modellini da sogno ma i prezzi sono alti e libri per spotters e appassionati vari. A completare il tutto c’è una bella vetrata a 150 metri da una delle piste e dalla quale vediamo atterrare altri aerei purtroppo in irreale silenzio: solo un MD80 fa tremare i vetri… Seduti ai tavolini, con una scodella di the caldo, numerosi appassionati locali si godono al caldo e al coperto i movimenti del traffico aereo, tutti muniti di libri ed elenchi degli aeromobili delle varie flotte aeree con le marche e la storia dei singoli velivoli. Su dei quaderni annotano quello che vedono e possono consultare un tabellone come quelli che ci sono nei terminal, ma di dimensioni ridotte, che segnala orari di arrivi e partenze. Preciso che non devono nascondere le loro radio air band e scanner vari! Matteo purtroppo ci deve lasciare per tornare al suo lavoro. Poiché la pioggia continua a cadere, entriamo in uno dei terminal: un grande mostro divora persone, scale, ascensori, tapis roulant lunghi centinaia di metri. Ma i miei compagni di viaggio si muovono con sicurezza: tutta la mia attenzione è per cercare di non perderli perché la folla è davvero immensa, sembra che tutta la popolazione di Londra abbia deciso di mettersi in viaggio nello stesso momento. Si possono vedere visi, colori e abiti di ogni angolo del mondo. Il bello è che mentre da noi ti gireresti se passa uno con il turbante in testa, quì appare perfettamente normale. Heathrow è proprio una sorta di cancello magico per il mondo. Dall’interno però si vede molto poco di quello che si muove sui piazzali. Allora si torna fuori, alla Hatton Bus Station subito dietro la 23L perché abbiamo avuto la “dritta” che alle 15 inizieranno su questa pista gli atterraggi e oltretutto c’è un bel portico che ci ripara dalla pioggia. Infatti dopo aver imprecato qualche minuto perché vedevamo gli aerei arrivare sull’altra pista, esattamente all’ora prevista inizia un nuovo show: dal cielo grigio spuntano i fari di atterraggio di una lunga serie di grossi liner da sogno in sequenza talmente ravvicinata che un 340-600 Virgin ci delizia con una riattaccata a causa del 747 giapponese che lo precedeva e che aveva ritardato a liberare la pista. Possiamo riprendere gli aerei talmente bassi che nel campo inquadrato entra anche una selva di lampioni e linee elettriche che ci costringono a fare i salti mortali per fare delle immagini “pulite”. La pioggia che continua a cadere e la forte umidità ci offrono però lo spettacolo ulteriore di scie lunghe e persistenti che si staccano ondeggiando dalle superfici aerodinamiche e di tanta condensazione che si forma sopra le ali. È incredibile vedere quanti B747 arrivino, Malayasian, JAL, PIA, ANA, e osservandoli mi torna la suggestione nel pensare che non molte ore prima sono partiti da luoghi lontani affascinanti e diversi, trasportando vita gioia amore e sogni. Splendide macchine che volano per migliaia di miglia chiedendo solo di ingoiare aria e carburante, attraverso cieli tranquilli come il paradiso oppure sfidando temporali terribili, e incuranti del giorno e della notte arrivano dritti al loro aeroporto di destinazione per poi ripartire poco dopo. Purtroppo anche noi a malincuore dobbiamo ripartire con la malinconia di non sapere quando potremo riprovare ancora le emozioni di oggi. Concludendo, è un viaggio tutto sommato accessibile a tutti coloro che amano vedere e fotografare gli aerei di linea, che con una spesa modesta consente di trascorrere qualche ora diversa e ricca di spunti interessanti. L’unica difficoltà è che almeno la prima volta sarebbe meglio andarci con chi è già pratico perché il leggendario LHR è davvero grande e complesso.

Torna all'inizio di questa pagina Torna all'indice del Magazine

Copyright © 2000 Clipper Associazione Italiana Amici dell'Aviazione.

Last update/ultimo aggiornamento: 28-12-2004

All images are copyrighted. It may be used for personal and non-commercial downloading only.
For commercial use, contact us.
Tutte le immagini sono protette da copyright e possono essere scaricate per uso personale e non commerciale. Per altri usi, contattateci.

Any comment or suggestion? Please E-Mail to guido.jet@libero.it