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Quando
Malpensa non era ancora Malpensa 2000 ma solo un aeroporto semi
deserto nella quiete della brughiera del parco del Ticino, quando gli
appassionati si riunivano all’angolo della strada vicino alla
"35 destra" (punto ormai scomparso, "ingoiato"
dall’aeroporto) per discutere e discutere ancora (tanto di aerei ce
n’erano pochi), la quiete del pomeriggio era salturiamente ravvivata
da un sibilo dal suono ormai dimenticato, il sibilo tipico dei motori
a getto puro, sibilo che diventava un rombo dentro lo stomaco al
momento del decollo. Spesso per l’identificazione del
"disturbatore", ormai in corto finale se in atterraggio o in
rullaggio davanti ai pompieri se pronto per il decollo bastava una
sola parola: SPANTAX!
SPANTAX:
sinonimo di charter, sinonimo di aerei affascinanti, presenza discussa
ma indiscutibile a MXP, lampo nella monotonia di una aeroporto
deserto. La storia di Malpensa negli anni ’70 ed ’80 non può
essere scritta "dimenticando" l’indimenticabile compagnia
charter Spagnola.
SPANTAX
– il nome è l’acronimo di Spanish Air Taxi – fu fondata il 6
Ottobre 1959. Le atttività iniziali furono concentrate appunto nei
servizi di aero taxi con una flotta di aeroplani di piccole
dimensioni, ed ai voli verso le colonie spagnole in nord Africa a
supporto delle compagnie petrolifere utilizzando gli onnipresenti
DC-3.
Nel
1962 iniziarono le attività charter, attività che divennero l’attività
principale della compagnia già nel successivo 1963. I quell’anno
furono trasportati 110.000 turisti dal nord e centro Europa verso le
assolate località turistiche Spagnole. Per fronteggiare la crescita,
vari quadrimotori Douglas furono inseriti in flotta: DCc-4 e DC-7C nel
1963, DC-6 nel 1965.
La
Spagna si avviava a diventare una vera e propria "Mecca" per
i turisti europei alla ricerca del sole e nel 1966 la compagnia si
trovò a trasportare 691.000 passeggeri, con un incremento di più del
200% rispetto all’anno precedente. La capacità degli aerei in
flotta diventava ormai troppo ridotta per fronteggiare la domanda e
SPANTAX entrò nell’era del jet, acquistando 2 Convair 990A dall’American
Airlines. Inizialmente era stato preso in considerazione l’acquisto
di DC-8, opzione poi scartata per ragioni di costo in favore del più
veloce Convair.
Questo aereo, destinato a diventare il simbolo stesso della compagnia,
entrò in servizio nel febbraio del 1967 (EC-BJC), seguito dopo
qualche mese dal secondo esemplare (EC-BJD). Gli aerei furono
configurati per i servizi charter con 149 posti a sedere in classe
unica. In totale 9 esemplari di CV-990 furono acquistati da American
Airlines (il prezzo era di circa 5 milioni di $ cadauno) ed un
ulteriore esemplare fu acquistato da Modern Air Transport. Quando nel
1975 Swissair vendette gli ultimi Coronado in flotta, SPANTAX ne
acquisto altri 4 esemplari, più il simulatore ed un grosso stock di
parti di ricambio. Per la fine degli anni ’70 SPANTAX divenne il
principale operatore mondiale dello stupendo quadrigetto americano,
con una flotta di 12 esemplari (2 furono perduti in incidenti nel 1970
a Stoccolma-Arlanda e nel 1972 a Tenerife-Los Rodeos), risultando l’aereo
"perfetto" per la principale compagnia charter Spagnola.
Con l’inizio
degli anni ’70 i Coronado divennero la spina dorsale dell’attività
charter "regolare" (IT flights), relegando i quadrimotori a
pistoni Douglas all’effettuazione di charter "ad hoc" ed a
saltuari servizi cargo. Nel 1972 SPANTAX iniziò alcuni servizi
transatlantici utilizzando i DC-7C, ma fu solo a partire dall’anno
seguente che questa attività divenne di una certa importanza. Nel
1973 furono infatti acquistati per questa attività i primi due
DC-8-61CF: EC-CCF ed EC-CCG, entrambi ex Trans Carribean (un terzo,
EC-CZE fu acquistato da Trans International nel 1977); SPANTAX fu
quindi in grado di operare una vasta rete di collegamenti
transatlantici specialmente verso gli USA, il Canada ed il Cile, oltre
a saltuari charter verso il Giappone ed il Messico. Nell’aprile del
1974 furono acquistati due DC-9-14 che, allestiti per 90 passeggeri,
furono utilizzati per operare collegamenti regolari tra le isole sia
nelle Baleari che nelle Canarie.
Questi
bireattori sostituirono i 5 Fokker F-27 già in linea dal 1967 che
furono noleggiati ad AVIACO (saranno poi definitivamente venduti nel
1976.
Da
ricordare che la compagnia operava già dal 1969 un altro collegamento
regolare tra le città di Malaga e di Melilla, enclave Spagnola in
territorio Marocchino. Questo collegamento trans-mediterraneo
prevedeva fino a dieci collegamenti giornalieri e veniva effettuato
con due DHC-6 TwinOtters, sostituiti nel Giugno del 1978 con un
singolo DHC-7 Dash Seven (EC-DCB), il primo in servizio nel vecchio
continente.
Nonostante
la crisi petrolifera, gli anni tra il 1976 ed il 1979 rappresentarono
un vero e proprio periodo d’oro per la compagnia, ormai tra le prime
charter in Europa. Furono trasportati più di 2 milioni di passeggeri
e il primo wide body entrò in flotta nel Novembre del 1978: si
trattava di un DC-10-30 ex- ONA (EC-DEG).
In
quegli anni la compagnia aveva più di 1000 dipendenti (tra cui 53
Capitani, 51 Primi Ufficiali e 40 Flight Engineers); la sede era a
Madrid ma la base di armamento principale era l’aeroporto di Palma
de Mallorca, nelle isole Baleari, dove si trovavano il centro
operativo, la base tecnica di manutenzione, la scuola di volo con
simulatori ed un centro per il Catering.
Il
centro di tecnico era abilitato alla manutenzione completa dei
Coronado (fino al check D, ogni 15000 ore di volo) ed all’effettuazione
dei check A e B dei DC-8 (ogni 100 e 400 ore di volo) e dei DC-9-14
(ogni 75 e 425 ore). Durante la stagione invernale il traffico charter
si concentrava soprattutto verso le Isole Canarie dove, sull’aeroporto
di Las Palmas, un altro hangar era abilitato ai check A e B su DC-8 e
DC-9.
Con l’iinizio
degli anni ’80 iniziò invece il declino che porterà fino alla
definitiva chiusura della Compagnia. Il 1982 fu un anno terribile,
funestato dalla perdita dell’unico DC-10 precipitato a Malaga con la
perdita di più di 50 persone. I CV-990 Coronado erano troppo assetati
di carburante e con costi operartivi troppo alti per l’attività
charter. L’eccesso di personale, lo scarso sviluppo e l’aumento
dei costi, associati ad una competizione crescente (Iberia e
soprattutto Aviaco iniziarono una vera e propria guerra per il mercato
charter) erano ormai problemi enormi. Le contromosse furono tardive:
fu avviato il processo di modernizzazione della flotta ma solo nel
Setttembre 1984 il personale fu ridotto a 815 unità.
Nel
1982 furono acquisitati 2 DC-9-32, sostituiti poi nel 1984 da 3
B.737-200. Il DC-10 perso a Malaga fu immediatamente sostituito con un
esemplare ex Air Florida (EC-DSF) che sarà seguito poi da altri
esemplari: EC-DUG (ex-Swissair), EC-EAZ (ex-World Aw) ed infine N52UA
(un serie –10 ex American Al).
Contemporaneamente
furono la flotta di Coronado si riduceva a soli 5 esemplari (EC-BQA,
BQQ, BZO, BZP e CNJ) progressivamente ritirati dal servizio ed
utilizzati solo come back up e nei momenti di maggior traffico. Altri
5 esemplari furono accantonati a Palma (EC-BTE, BXI, CNF, CNG e CNH)
mentre gli ultimi due furono demoliti (EC-BJC, BJD). Gli ultimi due
Coronado, EC-BQQ e EC-BZO furono utilizzati fino al 1986 e 1987
rispettivamente e furono gli unici due ad essere ridipinti nella nuova
livrea.
Ma i
debiti aumentavano ed il Governo Spagnolo negò ulteriore credito,
lasciando la Compagnia nell’impossibilità di trovare altri
finanziatori.
I
progetti per la rimotorizzazione dei DC-8 furono abbandonati per
ragioni di costo e il tentativo di vendere i Coronado alla Forza Aerea
Spagnola (pder una improbabile conversione in tanker!) non andò a
buon fine.
Nuovi
aerei continuarono ad arrivare nel tentativo di modernizzare la
flotta: il 31/10/1987 entro in linea un MD-83 seguito a Novembre da un
altro esemplare (EC-EJF ed EC-EFK). SPANTAX valutò anche la
possibilità di acquistare B.767. ma, il 29 Marzo 1988, in seguito
alla definitiva bancarotta, la compagnia fu costretta a sospendere
ogni attività, dopo 29 anni di volo. Al momento della chiusura la
flotta era costituita da un B.737-200, due MD-83, due DC-8-61 e due
DC-10.
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La flotta
SPANTAX 1960-1988
Photo di Guido Allieri,
salvo diversamente indicato

B.737-200 EC-DUB in
rullaggio verso la pista 17L a Malpensa il 26/12/1986.

B.737-200 EC-DZH nei
colori Presidential Aw ripreso a Zurigo nell’agosto del 1986

Cv-990 Coronado EC-BJD
accantonato a Palma dopo il fallimento della Compagnia

Cv-990 Coronado EC-BQA
negli ultimi anni di operazione nella vecchi livrea ma con la coda nei
nuovi colori (foto collezione GA)

Cv-990 Coronado EC-BZO
nella colorazione originale in sosta a Malpensa nel Maggio del 1986

Cv-990 Coronado EC-BZO
nella nuova livrea della compagnia. (foto collezione GA)

DC-10-30 EC-DSF in
rullaggio a Malpensa nel Marzo del 1984

DC-10-30 EC-DUG in
sosta a Malpensa nel Gennaio del 1985

DC-10-30 EC-DUG ancora
nei colori Swissair in rullaggio a malpensa nell’Aprile 1984

DC-10-30 EC-EAZ nei
colori World Aw in rullaggio a Zurigo, Maggio 1987.

DC-10-10 N52UA in
atterraggio a Malpensa Nel febbraio 1988, la colorazione è
incompleta, la deriva è completamente bianca.

DC-10-10 N52UA ripreso
sul piazzale di MXP nel Marzo del 1988, solo pochi giorni prima del
fallimento. Notare la colorazione completa solo in corrispondenza del
nome della compagnia.

DC-3 EC-AQB, relitto
all’aeroporto di Madrid (foto collezione GA)

DC-8-61 EC-CCG in
rullaggio a Malpensa nell’Aprile 1984, vecchia livrea ma nuova
colorazione in coda.

DC-8-61 EC-CZE in
rullaggio a Malpensa nei pressi dell’holding point 35R, anche questo
vecchi colori ma nuova deriva (Gennaio 1984).
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