Clipper
40 anni del DC-8


Roberto Picco

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Sull'ultimo numero abbiamo fatto gli auguri al DC1 per i suoi 65 anni, ma questo non è l'unico compleanno in casa Douglas. Infatti esattamente 40 anni fa (30 Maggio 1959) avvenne il roll-out del famosissimo modello DC 8 che ancora oggi solca i nostri cieli. Il DC 8 è stato uno dei modelli più avveniristici, ed uno fra i primi con propulsione a getto, dell'epoca.

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Infatti nella decade successiva al primo volo stabilì non pochi record mondiali di velocità, altitudine, distanza e carico. Quattro furono i modelli basi su cui la società americana intendeva inserirsi nel mercato; videro la luce la serie 10, 20, 30, 40, mentre l'anno successivo (1960) venne lanciata la serie 50. La serie Super 60 comprendente la serie 61, 62 e 63 fu sviluppata verso la fine del 1965 con un notevole miglioramento di volume, capacità di carico ed efficienza dinamica; il che smentii le male lingue dell'epoca che descrivevano l'aeromobile come un "ferro da stiro con le ali" poco sviluppabile strutturalmente e dinamicamente se non dovendolo riprogettare da capo a piedi, dimostrando al contrario una notevole capacità di crescita. La serie 61 fu progettata per trasportare passeggeri ad alta densità con un carico massimo fino a 256 persone. La serie 62, lievemente accorciata rispetto al 61 (189 passeggeri), fu ideato per il lungo raggio quindi strutturalmente più contenuto per risparmiare peso da dedicare ad una maggiore capacità di carburante, per un raggio di azione che raggiunge i 9.650 km. L'ultimo arrivato il super 63 combina insieme le caratteristiche dei due fratelli più anziani, la fusoliera lunga con un raggio di azione migliorato rispetto al 61, ma un pochino inferiore (7240 km a pieno carico) rispetto al 62, anche se, chiaramente, meno si carica più autonomia si ha!

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Nel 1980 la necessità di allungare la vita operativa di questo insostituibile quanto massiccio aeromobile, scavalcando il grosso ostacolo dalle crescenti normative antirumore stabilite negli Stati Uniti nel 1980 convinse la società di Long Beach con alcune ditte a lei collegate di sviluppare e rimotorizzare la serie 60's, trasformandola in 70. Poco fu il successo di questo remake nel settore passeggeri, mentre nel cargo le richieste "nevicarono" in poco tempo; evidentemente l'insostitibilità del DC8 per particolari operazioni erano confermate.
I vecchi motori Pratt & Whitney del serie 70 furono sostituiti con dei CFM56 e i pavimenti (sia cargo che passeggeri) furono consolidati per ospitare un ulteriore, anche se pur lieve, miglioramento nella capacità di carico. Anche l'autonomia ne risultò migliorata ma questo fatto non era dovuto all'ottimizzazione dell'aerodinamica e della cellula, ma bensì al notevole miglioramento tecnologico e di efficienza dei nuovi turbofan. Dal 1958 fino la 13 Maggio 1972, data della chiusura ufficiale della catena di montaggio del liner a Long beach, furono prodotti 556 velivoli consegnati successivamente a 48 operatori in 28 nazioni. Effettivamente furono più di 48 le compagnie che hanno utilizzato, e che utilizzano, il DC8, ma questo è il numero di acquirenti a cui la Douglas ha venduto il proprio aereo. Fino al 30 Maggio 1998 i DC8 hanno volato complessivamente più di 24 miliardi di kilometri transportando più di 900 milioni di passeggeri. Attualmente dei 556 aerei prodotti, ne volano ancora 301. Il DC8 entra così di diritto a rappresentare uno dei più importanti capitoli nella storia dell'aviazione commerciale.

 

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Last update/ultimo aggiornamento: 01-08-2001

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