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Una visita rara a Malpensa: Antonov An-22 Anteus
| Roberto Picco |
| Mercoledì 26
Febbraio gli appassionati di Malpensa hanno assistito alla visita di uno
degli aerei più rari ancora in servizio, l’Antonov 22 denominato
"Anteus".
Questo enorme aereo da trasporto russo, nato per le necessità militari dell’ex URSS, ormai è per gli appassionati l’evento più raro in assoluto a cui assistere. Infatti, l’esemplare ucraino dell’Antonov Design Bureau che ci ha fatto visita, immatricolato UR-09307, è ormai uno degli ultimi due esemplari rimasti in servizio effettivo e l’ultimo - serie An22. L’altro fratello, sempre in servizio per la Design Bureau, è l’ultimo esemplare di 22A (si differisce dal muso integralmente in vetro). |
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| Fino al 2000 risultavano in attività altri 28 esemplari circa, tra An22 e 22A, ancora in servizio per i Ministeri dei trasporti e della difesa russi. Di questi 28, nessuno è ancora in servizio effettivo o, perlomeno, non si hanno notizie certe su che fine abbiano fatto. Per alcuni sono stati trasferiti fra le file militari e da lì persi di vista. Altri sono stati messi a terra in attesa di improbabili acquirenti. L’unica certezza è che l’esemplare visto a Malpensa, numero di costruzione 043481244 e costruito nel 1972, è l’unico di cui si abbiano notizie sicure. Questo Anteus (per la Nato denominato "Cock") dopo quasi 28 anni di attività non molto chiare (ufficialmente è appartenuto e ha sempre vestito le livree dell’Aeroflot, tuttavia è stato più volte riportato come "utilizzato per attività militari in Africa e Medio Oriente"). Nel 1990 è stato acquistato dalla bulgara Air Sofia per attività cargo. Dopo circa 4 anni è stato poi rivenduto alla compagnia ucraina che lo ha in servizio. Questo gigantesco turboelica che utilizza la curiosa tecnica delle eliche contro-rotanti (diametro 6,2 metri), con prestazioni da jet, con i suoi 700 km/ora di crociera, è il turboelica più veloce al mondo. Ne vale la pena ricordare la storia che accompagna questo aereo, che è stato il vero primo gigante dell’aria. | |||
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L’Antonov
22 vola per la prima volta nel Febbraio 1965 ma il progetto risale sin
dalla fine degli anni 50. Creato per le esigenze militari dell’URSS,
venne sviluppato utilizzando cinque prototipi, 3 per lo sviluppo di volo
per l’aeronautica militare e due per i servizi "sperimentali"
dell’Aeroflot. La scoperta della sua entrata in servizio nel 1967 getta
in allarme tutto il patto Atlantico. Per le sue presunte (per allora)
capacità di carico e prestazioni, qualunque tipo di mezzo di trasporto
aereo militare della NATO era in netto svantaggio rispetto all’ Anteus.
Il C141 è più piccolo come capacità di carico anche se più veloce. L’elemento
velocità del C141 è però annullato dal fatto che lo starlifter
americano non può operare da piste sommariamente preparate, l’An22 sì.
Fu allora che la corsa hai giganti dell’aria ebbe inizio. |
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| L’An22
ha stabilito numerosi record nell’arco della sua storia, che rimasero
imbattuti fino al 1975 anche dai suoi concorrenti jet. Nel 1968 ha
sollevato 110 tonnellate fino ad una quota di 6800 mt; nel 1974 ha
trasportato un carico di 70 tonnellate per 7500 km senza scalo ad una
velocità media di 630 km/h (vale la pena di ricordare che è un
turboelica). Riducendo il carico utile l’An22 può volare per 11.000 km
senza scalo. Dagli equivalenti turboelica questi record sono ancora
imbattuti. Le sue dimesioni sono: Apertura alare 64,4 metri Lunghezza 59 metri Altezza 12,53 metri Superficie alare 345 metri quadri con diedro negativo ed angolo di freccia nullo. Il battesimo del fuoco l’An22 l’ottiene nel 1968 con l’invasione della Cecoslovacchia, dove conferma alla Nato tutte le sue caratteristiche che fino ad allora poteva solo presumerle. Tuttavia, la versatilità dell’aereo fu provata anche nel campo civile. Nel 1971 fu sviluppato il modello An22A per l’utilizzazione civile. Il suo impiego fu riservato ai territori nord-orientali e della Siberia, dove i collegamenti via terra a quell’epoca erano praticamente inesistenti e le piste esclusivamente in terra battuta nei mesi estivi e ricoperte di ghiaccio in quelli invernali. Si ritiene che ne siano stati costruiti circa 80 esemplari prima della fine della produzione, avvenuta nel 1974. Di questi, circa 60 erano ancora in servizio nel 1986, principalmente con scopi di supporto militare. |
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Ormai sempre più raro da vedere ed inesorabilmente destinato a scomparire, speriamo che questo esemplare rimasto continui a volare a lungo, portando per il mondo il suo fascino particolare e la testimonianza di un’epoca del volo purtroppo ormai passata. |
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Last update/ultimo aggiornamento: 13-04-2003 |
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