Partendo da un piano di volo
Malpensa-Newark, vicino New York, il Comandante Alitalia Gianni Perrotta,
coadiuvato dal 1° Ufficiale Roberto Marcora, ha illustrato come viene
svolto il lavoro di preparazione di un volo di lungo raggio.
Per facilitare la comprensione
dell’argomento, ai quasi quaranta associati ed ospiti è stato
distribuito un piano di volo preparato con il programma della società
tedesca LIDO_NAOS, che oltre ad Alitalia viene utilizzato anche da altre
compagnie europee come Lufthansa.
Per quanto riguarda il controllo
del traffico aereo sul Nord Atlantico, esistono sette centri di controllo,
dei quali i due principali sono l’ACC (Air Control Centre) di Gander
(Canada) e Shanwick (Shannon-Prestwick), che hanno il ruolo più
importante di organizzare le rotte atlantiche giorno per giorno, in base
ai due flussi principali di voli che si muovono tra l’Europa e l’America,
alle condizioni meteo e alle particolari esigenze proposte dalle compagnie
aeree.
Shanwick ha il compito di "costruire" le rotte che la mattina si
dirigono dall’Europa verso l’America; Gander quelle che la sera -
circa l’una di notte in Europa - sono dirette al Vecchio Continente.
Queste rotte vengono chiamate OTS (Organised Track System).
Avviene, in pratica, che le compagnie aeree avanzano richiesta di seguire
delle rotte a loro più favorevoli in ordine di consumo carburante e minor
tempo. I centri di controllo elaborano questi dati in base alle previsioni
meteorologiche e alla posizione della "corrente a getto" (ne
parleremo in futuro) che "risiede" sull’Oceano.
Tutto questo porta alla pubblicazione giornaliera di una serie di "tracks"
attraverso l’Atlantico, che la mattina sono dirette a ovest e vengono
numerate e definite Alfa, Bravo ecc.; la sera quelle dirette a Est, Zulu,
Yankee, ecc.
Gli addetti alla pianificazione delle compagnie aeree ricevono un
messaggio con le coordinate di queste rotte e con l’ausilio di computer
pianificano i voli controllando l’evoluzione delle condizioni meteo, in
relazione all’efficienza degli apparati di comunicazione - navigazione
dei velivoli ed aeroporti interessati. Una volta certi della fattibilità,
i piani di volo vengono trasmessi agli enti di controllo del traffico
aereo.
Quando i Piloti si presentano in aeroporto, trovano pronto il
"prodotto" finale di questo grande lavoro. Analizzano il piano
di volo, le condizioni meteo, i notams (avvisi agli aeronaviganti), il
peso dei passeggeri e delle merci e decidono la quantità di carburante da
imbarcare.
Si decolla e dopo una
relativamente breve navigazione ci si trova alle porte dell’Atlantico;
si contatta Shannon-Radio per chiedere quale rotta e quota l’aereo deve
seguire e quale velocità espressa in mach occorre mantenere.Da questo
momento l’aeromobile è "circondato" da decine di velivoli che
sono decollati dai maggiori aeroporti d’Europa che più o meno decollano
alla stessa ora in direzione delle due Americhe. È quindi molto
importante organizzare l’entrata di questo traffico nelle rotte del Nord
Atlantico, considerando che oggi la tipologia di mezzi che sono in grado
di effettuare queste navigazioni variano sensibilmente. Infatti, in
passato la maggior parte del traffico era composto da jumbo che
mantenevano la stessa velocità o differiva di poco.
Adesso abbiamo B/767 o Airbus che alcuni giorni volano a Mach 0.80 e
747-400 che mantengono Mach 0.86; è evidente che questi ultimi non
possono essere posti alle spalle dei primi perché li raggiungerebbero
prima della fine della traversata. Ma tutti premono, per esempio, a
seguire una data rotta a una data velocità e una data quota perché così
diminuiscono i consumi ed ecco spiegato il delicato lavoro svolto da
questo ente per soddisfare il maggior numero di voli.
Una volta entrati sull’Oceano
è importante avere efficienti un numero minimo di apparati per seguire
con precisione la navigazione perché a bordo non si ricevono più segnali
dai "radiofari". È necessario, pertanto, riportare la propria
posizione sorvolando determinati punti(10° Ovest, 20° Ovest ecc.) per
permettere ai controllori a terra di seguire la navigazione dei vari aerei
ed eventualmente modificare velocità e quota (mai la rotta) per
ristabilire le separazioni minime da mantenere.
Al 30° Ovest il controllo dei voli passa a Gander fino a rivedere la
terra; Dopodiché si rientra nella fase di navigazione cosiddetta
"sotto controllo radar".